Le paure, le rassicurazioni e le cure che il bambino riceve dagli operatori sanitari nella tenda di primo soccorso
Le paure dei bambini sono reali.
Durante la crescita, esse si differenziano, altre permangono per qualche tempo. Forse, un piccolo adolescente non ha piu' paura del buio o dei mostri, ma delle proprie emozioni perche' di questo si parla, quando improvvisamente si confronta con il dolore fisico o di uno stato di ansia per un evento straordinario.
Egli sin da subito si pone delle domande. Chi avra' cura di me? Saro' grande abbastanza per affrontare la situazione?
E quando incontra il dolore di una ferita, di un colpo accidentale, o di un piccolo malore, tutto diventa piu' grande nel suo mondo immaginario, magari in quel momento si trova anche lontano da casa.
L'angoscia, il male, o cercare di “fare il ragazzo grande”, per allontanare la sofferenza fisica diventa uno sforzo davvero grande per lui/lei, perche' i suoi sentimenti in quel momento sono autentici e tali vanno espressi e compresi da chi gli sta intorno. Gia', ma da chi, come e dove?
Immaginiamo allora, una grande tenda di primo soccorso, dove gli adolescenti e bambini piu' piccoli possono incontrare situazioni favorevoli per affrontare le paure legate ad un infortunio, incontrare il personale sanitario, una zona attrezzata per ogni tipologia di intervento sanitario immediato, con oggetti piu' strani ed estranei alla loro conoscenza ed uso.
Un luogo, questo, che puo' si, rassicurare il bambino/i o al contrario mandarli in ansia.
Gli adulti, nello specifico operatori sanitari , con le loro competenze professionali ed umane, sono in grado di accompagnarli ad un primo approccio della cura, attraverso un immediato contatto relazionale e comunicativo, far sentire la loro presenza mentre e' visitato e curato, raccogliere informazioni e messaggi, dare risposte chiare ma rassicuranti. Instaura con l'adulto una autentica relazione anche se breve per far sentire il bambino/a o adolescente protetto e rispettato, nella sua individualita'.
Il bambino in quel preciso istante prende consapevolezza della propria fragilita' emotiva, si affida alle cure, di persone nuove che si sono prese cura di lui/lei, nasce la fiducia nell'altro, un filo sottile ma forte insieme, si sente sostenuto da qualcuno che ha condiviso il suo malessere, o semplicemente si sente accolto con determinazione e affetto.
Il disagio e la momentanea solitudine, li chiama a capovolgere la situazione diviene una risorsa individuale, entrando piu' volte spontaneamente in quella strana tenda da soccorso che assomiglia “alla capanna”, ti chiamano per nome, spiegano dettagliatamente come e' accaduto l'incidente, ti chiedono se userai quel liquido che brucia, oppure “dai ora lo faccio sa solo!” ...alla fine con sorpresa e commozione, ti ricordano che passeranno piu' tardi per darti la buonanotte. Nella tenda speciale “un piccolo ospedale”, si puo' offrire ai bambini che per qualsiasi evento, sportivo e non, uno spazio sanitario che permetta loro di “sentire” la disponibilita' dell'adulto, essere accolti, ma soprattutto essere protetti e curati nel migliore dei modi, anche dalla paura provocato da un piccolo e banale incidente.
Rosy



