La rianimazione di base e la defibrillazione, costituiscono la strategia d'intervento fondamentale in caso di arresto cardiaco.
Occorre mettere sempre in atto quello che si apprende nei corsi e nelle simulazioni, perchè non esiste alternativa.
In questi giorni abbiamo ricevuto diverse richieste d'intervento e informazioni sulle procedure che si debbo attuare in caso di arresto cardiaco.
Noi, come Centro di Formazione I.R.C., abbiamo come riferimento tutte le metodiche, procedure e le indicazioni previste secondo le linee guida dell'American Heart Association, organizzazione sceintifica riconosciuta a livello mondiale e seguita da migliaia di medici, infermieri, ecc.
Quindi, crediamo che non ci siano dubbi sul fare e non fare in caso di arresto respiratorio e cardiaco.
Da anni ci proponiamo alle società sportive, aziende, associazioni di soccorso, privati, forze armate e di polizia, al fine di preparare il proprio personale ad affrontare un arresto cardiaco.
Le paure, lo stress, il panico, causato dal contesto in cui si opera posso giocare grossi scherzi, errori, mancanza di coordinamento ed altro.
Un addestramento e una formazione costante, possono aiutare tutti: professioni e non professionisti del soccorso, ad iniziare un valido soccorso e una rianimazione di base efficace.
Nella nostra attività ventennale, ci siamo impegnati a far conoscere le tecniche di rianimazione a tante persone, pensiamo di essere stati in grado di consentire in diverse occasioni, alle diverse tipologie di soccorritori, di portare un valido aiuto a persone in arresto respiratorio e cardiaco.
Anche in questi giorni, abbiamo svolto la nostra attività formativa in un importante gruppo alberghiero e presso la sede dell'EFSA di Parma.
Nel 2011, ad esempio, abbiamo trasmesso con esercitazioni teorico pratiche a centinaia di ragazzi e ragazze, in diverse associazioni sportive, ai volontari di diverse associazioni, aziende, le tecniche di rianimazione di base.
Facciamo la nostra parte.
Il nostro progetto " Parma: Sai Salvare una Vita " è un sistema d'intervento che ci permette di raggiungere molte persone, adulti e ragazzi.
Intendiamo proseguire questo intervento, perchè lo riteniamo realistico e utile per tutta la comunità.
Non possiamo permetteci, noi e l'intera comunità, di parlare di rianimazione o di defibrillazione, solo quando una persona muore, occorre superare le emotività conseguenti e pensare che solo un'attività costante, continuativa, oltre a progetti d'intervento mirati e realizzabili, possono permettere una riduzione della mortalità e delle gravità.
Una popolazione preparata, può fare molto, i soccoritori se motivati e preparati, possono cambiare il destino di una persona.
Il rischio che si corre, è che tra dieci giorni, non si parlerà piu' di questi argomenti, fino alla prossima emergenza.